F1blogtech

F1blogtech

giovedì 21 marzo 2019

L'analisi prestazionale del Gp d'Australia 2019


                                                                                    ALBA ROSSA



Di Gianluca Medeot.

Melbourne, 17 Marzo 2019. In un inopinato weekend dominato dal duo Mercedes, l'attenzione mediatica è stata brutalmente dirottata sulla Ferrari, rea di non aver convalidato i rapporti di forza fatti emergere (dalla stampa) durante i test invernali. 
Un accentramento mediatico estremamente negativo per la quantità di pressione posta sulla squadra interessata, per i tifosi (costretti a leggere le più svariate e aberranti teorie sulle performance della rossa) e per la gara in generale, che ha offerto una pluralità di spunti di analisi di gran lunga più interessanti.
Cerchiamo dunque di analizzare più nel dettaglio l'enigmatico quadro tecnico emerso da questo primo fine settimana di gara. 
Importante sottolineare che in questi primi Gran Premi non ci addentreremo troppo nel profondo per evitare di cadere in abbaglio vista la mancanza di elementi di analisi oggettivi (causata sopratutto dalla prematurità dei tempi).

Mappa del circuito
In primo luogo, al fine di una analisi più chiara ed efficace, risulta importante delineare le caratteristiche del circuito dell'Albert Park. Una pista atipica, che storicamente ha sempre profilato dei quadri tecnici leggermente discordi da quelli poi emersi a stagione addentrata.
Con i suoi 5.3 km è uno dei circuiti più lunghi del mondiale e per le sue numerose curve e sezioni tecniche richiede un livello medio/alto di carico aerodinamico.
Si presenta come un circuito impegnativo per il consumo dei carburante e molto stressante per i freni.
Il primo settore è quello più veloce, che predilige una buona efficienza in rettilineo (intesa come connubio tra potenza della PU e cx ), ma richiede anche dei buoni sforzi di trazione per la sequenza di curva 3/4/5.
Nel secondo settore servono invece un ottimo bilancio aerodinamico e tanto carico per poter affrontare al meglio le curve ad ampio raggio e i veloci cambi di direzione.
Nel terzo settore, infine, servono carico e tanta trazione per curve tecniche come la 13, la 14 e il tornantino della 15.
Premesse le caratteristiche del tracciato andiamo dunque a vedere cos'è emerso dalle qualifiche, specificamente prenderemo in analisi le dieci vetture entrate nel Q3.


Distacco percentuale rispetto alla pole position
Distacco percentuale rispetto alla pole position
Partendo dai grafici in cui vengono riportati i distacchi percentuali rispetto alla pole position, rispettivamente dei tre più probabili antagonisti al titolo, e del resto dei concorrenti, che scherzosamente si può definire come la "F1-B" visti i badiali distacchi registrati sia in qualifica sia in gara. 
I diagrammi in questione risultano tuttavia poco significativi al momento e sarà più interessante richiamarli in proiezione del campionato, quando potranno risultare un pratico strumento di analisi delle tendenze di prestazione delle diverse squadre.


Confronto fra il tempo sul giro realmente segnato nel Q3 e il tempo "ideale"
Il grafico con il confronto fra il tempo effettivamente segnato nella terza sessione di qualifica e il tempo "ideale" (dato dalla somma dei migliori rilievi cronometrici nei tre settori del tracciato), evidenzia la complessità di guida che i piloti si sono trovati ad affrontare, sia per le caratteristiche cittadine del circuito di Melbourne, sia per le ristrette finestre di utilizzo delle coperture Pirelli.
Fondamentale mettere in risalto il giro "ideale" di Bottas che aveva oggettivamente la possibilità di giocarsi la prima posizione con il suo compagno di squadra.
Da marcare anche la diffusa prestazione sotto tono dei primi esponenti della F1-B, che avrebbero potuto limare qualche decimo rispetto al loro tempo di qualifica.


Confronto fra il risultato in qualifica e la velocità massima segnata alla speed trap
Passando al diagramma in cui viene posto sotto esame il confronto tra la posizione di qualifica e le velocità massima registrata alla speed trap (posta 123 metri prima di curva uno), possiamo notare il primo e più importante elemento di analisi a cui bisogna appellarsi per poter parlare delle prestazioni delle rosse.
Vettel risulta infatti il più lento della top ten dei piloti entrati nel Q3, seguito a ruota dalle due Haas motorizzate Mercedes.
Da sottolineare anche la ritrovata competitività in termini puramente velocistici della Red Bull, ora motorizzata da un rinato motore Honda.

Confronto fra i microsettori di Hamilton e Vettel (fonte: canale youtube della F1)
La mappa con il confronto fra i microsettori di Hamilton e Vettel, delinea una predominanza totale della Mercedes nei confronti della Ferrari. Il Ferrarista si è riuscito a difendere soltanto in due microsettori del tracciato, dove tuttavia il guadagno su Hamilton è stato millesimale.

I grafici con i distacchi percentuali e le velocità massime nei tre intermedi del tracciato chiariscono e chiudono il cerchio.
Anzitutto notiamo come Hamilton abbia creato un abisso nel primo settore grazie alle poderose staccate prima di curva uno e tre per cui l'inglese si è storicamente sempre fatto distinguere.
Nel secondo settore è invece il finlandese Bottas a farla da padrone, con un marcato vantaggio anche sul compagno di squadra.
Generalmente da questo primo weekend di gara emerge una fotografia della Mercedes, estremamente positiva, con una vettura che presenta le stesse caratteristiche dinamiche che l'hanno resa vincente lo scorso anno, abbinate ad una migliore gestione delle coperture. 
In particolare se l'anno scorso la criticità maggiore della freccia d'argento sembrava essere il sovrasterzo, la vettura scesa in pista in Australia è sembrata  al contrario estremamente precisa e stabile. 
Sicuramente il connotato che più colpisce sopratutto nel confronto con le altre vetture, è la precisione chirurgica dell'assale anteriore della vettura.
Antitetica la situazione della Ferrari, che in Australia si è distinta (nella F1-A) per l'imprecisione dell'avantreno. Dai camera car è evidente come i due Ferraristi fossero costretti ad utilizzare un maggiore angolo di sterzo rispetto alle Mercedes.
Il quadro della Ferrari risulta dunque essere parecchio enigmatico se ti tiene conto di tutte le "criticità" emerse nel fine settimana.
Le basse velocità nei rettifili non si collegano con le difficoltà in curva, se non nell'ambito di un bilancio aerodinamico non ottimale.
Si aggiunge però il tema dell'unità motrice, che sembra non essere a livello in quanto a potenza o affidabilità. 
La base dei problemi aerodinamici sembra dunque spostarsi verso una ricerca di compromessi per le lacune motoristiche.
E' assolutamente troppo presto per poter tracciare un quadro di questa complessa situazione, ed evitando di tediarvi con assurde teorie da bar sport, ci riserviamo di approfondire la questione nei prossimi gran premi.
Buona la prestazione della Red Bull-Honda che se da un lato può vantare finalmente ( e per quanto emerso) di un'unità motrice che rende più giustizia alle qualità telaistiche del progetto di Newey. Dall'altro sembra aver trovato delle iniziali difficoltà di adattamento ad una power unit più potente. Non dimentichiamoci infatti che le vetture degli scorsi anni erano state disegnate intorno ad una unità motrice con prestazioni decisamente basse, spostando così la ricerca del carico aerodinamico verso il fondo e il corpo vettura, dove il carico non viene pagato in termini di resistenza all'avanzamento.
Di rilievo anche la qualifica della Haas (e sottolineo "la qualifica"), che ha dimostrato livelli di competitività tali da potersi affermare come guida della F1-B. Purtroppo le Haas storicamente hanno dimostrato di essere vetture dalle performance molto altalenanti e per trarre i primi giudizi tecnici è meglio aspettare le prossime gare.

















Componenti della PU usati da ogni pilota 

Evoluzione del campionato costruttori



                    L'ANALISI DELLA GARA (  a cura di Niccolò Arnerich)


COSA ABBIAMO IMPARATO DAL VENERDI':

Durante le consuete simulazioni del venerdì le squadre si sono concentrate nel capire al meglio le mescole Soft e Medium, tralasciando la gomma Hard. Dai long run è emersa una Mercedes che sembra gestire meglio le gomme più soffici (Ultrasoft e Supersoft secondo la vecchia nomenclatura), grazie ad un posteriore più stabile che non non mette in crisi le mescole e non le fa uscire dalla finestra di funzionamento ottimale. L'anno scorso il posteriore della W09 "scivolava" molto e ciò innalzava le temperature della mescola oltre il loro range ideale.

Leggermente peggio la Ferrari SF90 nella gestione degli pneumatici, soprattutto quando le temperature si sono alzate di alcuni gradi. Rimane molto difficile decifrare la prestazione della Ferrari per via di alcuni problemi legati al setup.
Buona anche la RedBull RB15 che sembra avere avviato bene la sua collaborazione con la Honda. La vettura è sembrata avere un buon bilanciamento e tanto potenziale.

Per quanto riguarda la strategia di gara, la sosta unica è stata la scelta più comune tra i team. Uno stint iniziale con la gomma Soft per poi proseguire fino al traguardo con la gomma Media, oppure, con l'inedita gomma Hard, che ha provato solo Leclerc.
Più lenta la strategia le due soste, seppur la strategia S-M-M sembrava difendersi bene.





LA STRATEGIA DI GARA

UN RAPIDO RIASSUNTO DELLA GARA
La gara si è in parte decisa alla partenza con Bottas che ha sopravanzato Hamilton alla prima curva. Successivamente la gara si è trasformata in un dominio Mercedes che soprattutto con Bottas ha mostrato un passo stratosferico.

Passo medio con la mescola soft e supersoft
Riassunto della strategia di gara


IL PRIMO STINT:

PERCHE' VETTEL SI E' FERMATO COSI' PRESTO?
Al  giro gli eghi della Ferrari hanno deciso di fermare Vettel perché volevano coprirsi da un eventuale attacco di Verstappen, che in quel momento si era avvicinato abbastanza da poter tentare un undercut. Il passo di Vettel, come si può notare anche dal grafico, non era molto competitivo rispetto a quello delle Mercedes, e poco migliore rispetto alla RedBull. 
L'obiettivo del team in quel momento era dunque di tenere dietro Verstappen ad ogni costo.

COME MAI HAMILTON SI E' FERMATO SUBITO DOPO?
Hamilton è stato fermato subito dopo allo stop di Vettel perché in quel momento Vettel sembrava essere più veloce e stava guadagnando, mettendosi in una posizione tale da effettuare un overcut sulla Mercedes. Gli strateghi hanno quindi deciso di fermarlo prima che Vettel guadagnasse troppo. 

PERCHE' BOTTAS E' RIMASTO FUORI COSI' A LUNGO?
Bottas è rimasto fuori molto a lungo rispetto a Hamilton, che ha coperto la strategia adottata da Vettel, perché si è visto che la gomma Soft continuava a funzionare molto bene, per più giri addirittura meglio della gomma Medium nuova. 
Bottas stava dunque guadagnando moltissimo (in pista) rispetto ai diretti avversari e il team di strateghi diretti da James Vowles ha deciso di tenerlo fuori fin quando non avrebbe cominciato a perdere prestazione. L'ipotetico svantaggio nel fermarsi dopo Hamilton si è poi trasformato in un grande, inaspettato, vantaggio. 
Stesso discorso anche per Verstappen che si è trovato a guadagnare molto su Vettel, tentando una sorta di overcut. 
L'overcut, ricordiamo, consiste nel fermarsi dopo il proprio avversario e non prima come per l'undercut. Ovviamente, le condizioni per l'overcut sono molto più difficili da crearsi.

Passo gara nel primo stint con la correzione dell'effetto benzina

Evoluzione del degrado delle copertura nel primo stint

IL SECONDO STINT

PERCHE' LA FERRARI NON AVEVA PASSO?
E' la domanda che si stanno facendo tutti in questo momento. Una risposta certa è molto difficile da dare e cosa sia veramente successo lo posso sapere solo in Ferrari. Sicuramente più elementi si sono sommati e hanno compromesso il week-end, iniziando dal setup, mai veramente trovato da nessuno dei due piloti. Inoltre si pensa anche ad una riduzione della potenza della power unit dovuta a dei possibili problemi di affidabilità. Nell'ultima parte della gara non si può quindi dire che tutta la perdita di passo di Vettel sia dovuta al degrado, ma anche a discorsi di mappature della power unit. 

PERCHE' BOTTAS NON HA PITTATO NEGLI ULTIMI GIRI?
Bottas avrebbe potuto sfruttare i 25s circa di vantaggio su Hamilton per pittare e montare una gomma fresca al fine di cercare di ottenere il giro veloce, che quest'anno vale un punto. Il team ha però deciso di non pittare perchè ciò sarebbe significato prendersi un rischio inutile. 

STRATEGIA DI GARA & NUOVO PUNTEGGIO
Oggetto di grande discussione è stato il nuovo punteggio per il quale viene assegnato un punto al giro più veloce. Gli strateghi hanno quindi dovuto decidere quanto rischio prendere, tenendo conto di quanto si può guadagnare da una mossa del genere. Fare un pit stop e montare una gomma nuova può essere la chiave per riuscire a fare il giro veloce, ma pittando si può incorrere in molti pericoli e magari perdere anche delle posizioni. Piloti che hanno molto da perdere, per esempio in prima posizione, non prenderanno molto facilmente un rischio del genere, mentre piloti in posizioni più arretrate potrebbero provare a prendere questo rischio. Mercedes, ma non solo, ha risolto facendo quasi una sessione di "qualifica" verso fine della gara, come si può notare nei diagrammi sottostanti.

Passo gara nel secondo stint di gara con la correzione dell'effetto benzina
Da questo grafico si vede bene come Bottas abbia alternato, nell'ultima parte della gara, un giro lento ad uno spinto per provare a fare il giro veloce.

Evoluzione del degrado della copertura nel secondo stint


Il grafico qui presentato, che confronta ogni giro di ogni pilota con un tempo sul giro costante di un pilota 'virtuale', è molto indicativo di quella che è stata la reale evoluzione dei passi gara in pista. Sull'asse delle ascisse abbiamo i secondi di scarto mentre sulle ordinate abbiamo i giri percorsi durante il gran premio. Ciò che salta subito all'occhio è il netto peggioramento di Vettel nel finale di gara, dovuto ad una serie di concause tra cui il degrado della gomma, ormai molto usurata, visto che il pit stop è stato molto anticipato.


Questo è un nuovo grafico che proponiamo per il 2019. 
In ascissa troviamo i giri del Gp d'Australia mentre in ordinata troviamo i tempi con il fuel correction per ogni pilota. Il grafico ha la funzione di evidenziare meglio la progressione dei tempi durante il gran premio. Anche qui, quello che si nota, è lo striminzito miglioramento di Vettel rispetto agli altri piloti.
Da notare come tutti i piloti a fine stint abbiano migliorato il loro passo per provare a fare il giro veloce.


Il grafico dell'evoluzione del degrado è realizzato calcolando la differenza tra ogni tempo sul giro ed il suo precedente.

In ultimo proponiamo anche il tradizionale grafico con i tempi reali e non corretti con "l'effetto benzina".


Per terminare, siamo fieri di annunciarvi che entro il Gran Premio di Cina lanceremo il nostro nuovo sito che potrete trovare digitando semplicemente F1blogtech.it sul vostro browser. 
Le novità saranno molte e ve le spiegheremo con calma... 
Per il momento è tutto, ci vediamo in Bahrain!!

giovedì 25 ottobre 2018

L'analisi Prestazionale del Gran Premio degli Stati Uniti 2018

"OMBRE ROSSE"
Risultati immagini per F1 Gp United States 2018 Photos


DALLE SIMULAZIONI DEL SABATO
Questa volta tutte le simulazioni, sia di qualifica che di gara, si sono svolte durante la mattinata del sabato su di una pista molto fredda, con una temperatura dell'asfalto di 21°C.
Nei long run non si sono evidenziate particolari complicazioni nella gestione delle gomme e non si sono visti marcati fenomeni di blistering o di graining.

Durante le qualifiche, come più volte quest'anno, i Mercedes hanno deciso di qualificarsi per il Q2 con le gomme SS, mentre la Ferrari, con Raikkonen, ha deciso di farlo con la US. La Mercedes ha deciso di sfruttare la SS perchè non si fidava dalla delicata mescola UltraSoft.

PERCHE' VETTEL E' PARTITO CON LA SUPERSOFT MENTRE RAIKKONEN CON LA US?
Come sappiamo, Vettel è stato penalizzato di 3 posizioni in griglia per non aver rallentato a sufficienza durante le prove libere. Quindi, partendo da dietro, hanno deciso di allungare il primo stint e sfruttare, eventualmente, una Safety Car che ,uscendo al momento giusto, avrebbe aiutato notevolmente la gara del tedesco. Kimi, al contrario, partendo secondo, doveva sfruttare al massimo la partenza e ha quindi deciso di partire con la US, che gli avrebbe potuto dare un po di grip in più rispetto a Hamilton.




LE CONDIZIONI DELLA PISTA


UN RAPIDO RIASSUNTO DELLA GARA
Hamilton, partito dalla Pole, ha perso leadership alla prima curva. Da li Hamilton ha provato più volte a riprendersi la posizione senza successo. Il muretto ha quindi deciso di differenziare la strategia rispetto al finlandese, ma ciò ha solo fatto perdere la posizione anche su Verstappen, in gran rimonta dall'ultima posizione.
Vettel si è toccato al primo giro con Ricciardo, che più tardi si è ritirato, e ciò ha complicato la sua gara.

Una tabella riassuntiva i passi gara di ogni pilota in tutti gli stint


LA STRATEGIA DI GARA

COSA SAREBBE SERVITO A VETTEL DOPO IL CONTATTO?
A quel punto Vettel avrebbe potuto giocarsi la carta che ha giocato Hamilton, ossia pittare sotto il regime di VSC e gestire la gomma Soft andando fino in fondo oppure facendo un altro pit stop. Nel caso in cui avesse pittato nuovamente a fin gara, magari con l'aiuto di un'altra SC, avrebbe potuto montare un'altra SS che aveva a disposizione.

PERCHE' HAMILTON HA DECISO DI FERMARSI SOTTO LA VIRTUAL SAFETY CAR?
Hamilton ha deciso di fermarsi ai box durante il regime di Virtual Safety Car all'11° giro. La sosta era piuttosto anticipata però la Mercedes ha deciso di provare qualcosa di diverso per tentare di sopravanzare Raikkonen con la Strategia. Ovviamente, la gomma Soft avrebbe fatto molta fatica ad andare fino al traguardo e quindi hanno anche messo in conto l'opzione di andare su due stop.
Ovviamente, dire a Hamilton in radio di 'fare l'opposto di Raikkonen' era un messaggio reale e non una 'trappola', tipiche della Mercedes, per la Ferrari.

PERCHE' LA SOFT E' STATA LA GOMMA DI GARA?
La soft si è dimostrata in molte occasioni la gomma della gara, capace di aver una migliore prestazione della SuperSoft. Questo è principalmente dovuto al fatto che la pista possiede molte curve ad ampio raggio molto veloci in successione e anche dei tratti in cui il posteriore è sollecitato in trazione. Tutto ciò mette molta energia nella gomma che si trasforma in calore. Ora, la gomma SuperSoft ha una finestra molto piu bassa rispetto alla Soft e per questo motivo la gomma rossa, sottoposta ad alti carichi, tende maggiormente ad uscire dalla sua finestra di temperatura.

PERCHE' RAIKKONEN E' RIMASTO FUORI COSI' A LUNGO?
Il finlandese è rimasto fuori a lungo e ha tenuto dietro Hamilton che, dopo la sosta sotto VSC, è ritornato alle sue spalle. Il team ha deciso di tener fuori Raikkonen finchè Hamilton, con gomma nuova, non l'avesse superato. Fino a quel momento, tutto il tempo perso da Hamilton era tempo guadagnato per Raikkonen. Inoltre, più tempo Hamilton stava dietro alla Ferrari e più le gomme si degradavano, e questo si è visto bene pochi giri più tardi.

PERCHE' VERSTAPPEN, PARTITO CON LA SOFT, SI E' FERMATO COSI PRESTO?
Incredibile rimonta da parte di Verstappen che già allo start aveva guadagnato due posizioni in più rispetto al target datogli dalla squadra. Partito con la Soft, si è fermato relativamente presto, esattamente quando Raikkonen stava facendo da tappo ad Hamilton prima del suo pit stop. Raikkonen ha compattato un po' il gruppo dietro a sè e ha dato a Verstappen la possibilità di provare l'undercut su Bottas. Dopo la sosta ha  montato la SuperSoft per andare fino in fondo.

L'ANALISI DEL PRIMO STINT
L'analisi del primo stint prevede l'analisi del grafico del passo gara con la correzione dell'effetto peso.

In aggiunta proponiamo anche il grafico del degrado 'non lineare'




PERCHE' LA MERCEDES HA AVUTO QUEI PROBLEMI DI BLISTERING?
Sulla vettura di Hamilton sono stati evidenti i problemi di Blistering accusati nello stint centrale con la gomma Soft. In realta, questo problema non dovrebbe essere scaturito dagli stessi problemi che avevano durante tutta la stagione. I problemi sono stati in gran parte risolti portando una nuova sospensione posteriore e dei cerchi posteriori che smaltissero maggiore calore. Il fenomeno visto al gran premio degli Stati Uniti è stato causato dal troppo tempo che l'inglese ha passato dietro alla Ferrari di Raikkonen. Ciò gli ha provocato un surriscaldamento che ha messo in crisi le gomme posteriori. Infatti, anche gli 1,5psi di pressione in più al posteriore avrebbero dovuto aiutare la W09 e non svantaggiarla perchè andavano a ridurre la deformazione della carcassa.

PERCHE' HAMILTON HA MONTATO LA SOFT NELL'ULTIMO STINT E NON UN'ALTRA GOMMA?
Per l'ultimo stint, Hamilton ha deciso di montare la gomma Soft per due motivi. Per prima cosa era l'unica gomma nuova che gli rimaneva, infatti, la Mercedes si è salvata per la gara due treni di Soft. In secondo luogo, la gomma Soft era la gomma che, come spiegato in precedenza, si è adattata meglio a questo tracciato.


L'ANALISI DEL SECONDO STINT
Il passo gara nel secondo stint con la correzione del 'Weight Effect'


Anche per il secondo stint il grafico dell'evoluzione del degrado.

L'ANALISI COMPLESSIVA DELLA GARA
Come da tradizione il primo grafico è quello del passo gara senza nessuna elaborazione.

Continuiamo proponendo il grafico dell'evoluzione dei tempi sul giro corretti tenendo conto dell'effetto peso.

Uno dei grafici più interessanti: il grafico dei distacchi. Ogni valore si relazione ai tempi sul giro di un pilota virtuale.

Ed ecco, per finire, l'evoluzione del degrado durante tutto l'arco di gara. Le linee di tendena evidenziano chiaramente il progresso del passo durante tutta la gara.


Per il momento è tutto, al prossimo appuntamento negli Stati Uniti!
Ciao e #alwayskeepushing !!