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martedì 3 luglio 2018

L'analisi prestazionale del Gp d'Austria 2018

                                BICCHIERE MEZZO VUOTO O MEZZO PIENO ?


Di Gianluca Medeot.
Spielberg, 1 Luglio 2018. Una gara che al sabato sembrava già segnata per le rosse, si stravolge con il ritiro delle due frecce d'argento che perdono la leadership nel campionato piloti e costruttori.
Nonostante ciò la Ferrari non può essere completamente soddisfatta del weekend in Austria a causa del quadro tecnico emerso durante le qualifiche. Scopriamo assieme perché!


Per prima cosa è fondamentale un richiamo alle caratteristiche del tracciato di Spielberg.
E' un circuito da medio carico aerodinamico, molto severo per l'impianto frenante e per l'unita motrice (il 74% del giro viene percorso a farfalla completamente aperta).
Nel primo settore conta, formato da due rettilinei e una curva a destra, conta soltanto l'efficienza in rettilineo (intesa come connubio tra Cx e potenza della PU)
Nel secondo settore è più importante l'efficienza generale, vista la compresenza di zone di allungo e di curve veloci. Molto importante anche il bilancio aerodinamico in modo da non avere del dannoso sottosterzo.
Stessa storia per il terzo settore, formato da 4 curve piuttosto tecniche, in cui c'è bisogno di carico e bilancio, ma anche di ottimi sforzi di trazione per uscire da curva 10. L'asfalto è liscio e poco abrasivo, e a causa delle forti e continue frenate, le gomme sono soggette a importanti forze longitudinali.

Analizzando in primis il grafico con il confronto tra il tempo segnato nel Q3 e il tempo "ideale" dato dalla somma dei migliori settori, notiamo che Ricciardo e Hulkenberg sono gli unici piloti che si sarebbero potuti migliorare di qualche decimo.
Parlando di "ideal" è importante sottolineare che Hamilton e Vettel (a differenza di Bottas) hanno entrambi sbagliato il loro primo tentativo di giro lanciato nel Q3, dovendo affrontare il secondo tentativo con addosso una maggiore pressione psicologica, che ha permesso ad un più "rilassato" Bottas di conquistare la pole.

Analizzando le linee di tendenza (polinomiali) del grafico in cui viene riportato il distacco percentuale dalla pole position, possiamo cogliere un primo interessante elemento di analisi.
Sebbene non perfettamente veritiere, le linee di tendenza dei tre team evidenziano un trend molto negativo per Ferrari (e Red Bull) partendo dal Gp di Spagna, che si è ulteriormente accentuato negli ultimi due Gp.
Ritengo inutile sottolineare per l'ennesima volta che dal Gp di Spagna sono state introdotte le Pirelli ribassate, e preferisco concentrarmi su altri aspetti.
Nel Gp di Spagna infatti la Ferrari ha introdotto degli aggiornamenti importanti che sembrano aver portato fuori strada i tecnici della Rossa per quanto riguarda la scelti degli assetti e la conseguente l'efficacia del bilancio della vettura a serbatoio scarico.
La problematica più evidente è il sottosterzo nelle curve medio/veloci che si è fatto sentire nelle qualifiche in Spagna, Francia e Austria (tracciati in cui sono presenti molte curve veloci), poi attenuatosi in gara grazie al maggior peso del carburante imbarcato.
Al contrario, mentre Ferrari è "ferma" a ritrovare il bilancio della vettura, Mercedes, dopo qualche leggero aggiornamento in Spagna, ha fatto un grande step motoristico in Francia, migliorando gli sforzi di trazione (per i quali aveva tanto perso in Canada) e appaiandosi a Ferrari in quanto a velocità in rettilineo.
In Austria è arrivato poi il primo grande pacchetto aerodinamico, con un grosso lavoro sulla zona delle pance, migliorando probabilmente l'efficienza aerodinamica della vettura.



Il grafico con il confronto tra le velocità massime registrate alla speed trap e la posizione di qualifica, ci conferma la maggior importanza dell'efficienza in rettilineo rispetto a quella in curva sul Red Bull ring, ma ci conferma anche l'appaiamento in quanto a top speed tra Mercedes e Ferrari. 
Di rilievo anche i rilevamenti velocistici delle Haas, mentre i motorizzati Renault continuano nel loro calvario.

Passando all'analisi dei distacchi percentuali nei tre settori, è necessario fare prima un importante premessa.
Nel primo settore a farla da padrone sono le Mercedes grazie ad una maggiore precisione nell'inserimento di curva uno, dove Vettel ha commesso anche un piccolo errore, perdendo 10km/h in uscita. 
Nel secondo settore è invece Vettel il più veloce, con Raikkonen al pari delle Mercedes. 
La Ferrari guadagnava molto in uscita da curva 3, a conferma degli eccellenti sforzi di trazione della Rossa emersi in particolare (nel confronto con la Mercedes) in questi ultimi tre Gp, e nella frenata di curva 4. (questi particolari si potevano notare dagli onboard live, che non sono più reperibili su internet).
Dunque un settore Mercedes e uno Ferrari... sommando i tempi nei due intermedi si nota infatti che i due top team sono appiccicati, con soli 57 millesimi di secondo a dividere Raikkonen da Bottas. 


Esattamente come in Canada la qualifica si è giocata tutta nel terzo (e più tecnico) settore.
Qui i ferraristi hanno rimediato rispettivamente 1,24 e 2,38 % di distacco dalle Mercedes. Numeri che oserei definire spaventosi.

Prendendo in analisi Vettel, il distacco in termini cronometrici è di 0,238 secondi, che divisi per le 4 curve del terzo settore, significano che ad ogni curva Sebastian ha perso 0,060s. 
Questa è una media indicativa, perché come confermato anche dal Ferrarista il vero problema era curva 7 (ma anche la 9 e la 10 non erano il massimo..).
Dopo essere arrivate all'entrata di curva 7 praticamente alla stessa velocità della Rossa, in percorrenza le frecce d'argento guadagnavano 10km/h (o qualcosina di più).
Un vantaggio enorme, che di conseguenza si portavano avanti (e aumentavano) anche nel rettilineo tra curva 8 e 9, l'unico del circuito dove non si può utilizzare il DRS.
Stessa cosa per curva 9, mentre nella più stretta curva 10 la situazione è migliore, con velocità di uscita (e di successivo allungo) non troppo distanti dalla Mercedes (si guardi il grafico con le velocità nel terzo settore).
Il quadro generale che emerge da queste qualifiche è piuttosto rassicurante per la Mercedes in vista di Silverstone se pensiamo che ci saranno gomme dure low working range (molto più adatte ad una vettura che mette molta temperatura sullo pneumatico)ribassate e questo tracciato è famoso per le sue sezioni guidate piene di curve veloci.
Niente da dire per un anonima (in qualifica) Red Bull, dunque passiamo alla più interessante e movimentata gara!





Range di utilizzo per le Pirelli 2018.
Componenti della PU utilizzati da ogni pilota dopo il Gp d'Austria.

Evoluzione del campionato costruttori.

Propongo anche un interessante grafico con l'evoluzione del distacco fra i due contendenti al titolo, che evidenzia perfettamente quanto sia aperto questo mondiale dopo 9 gare.


                              GRAFICI SULLA GARA (a cura di Niccolò Arnerich)

LE IPOTESI PRE-GARA E LE SIMULAZIONI DEL VENERDI'
E' stato un venerdì molto interessante e complesso quello del gran premio d'Austria. 
Innanzitutto, c'è da sottolineare che le temperature dell'asfalto non sono mai andate oltre i 30°C durante la giornata dedicata alle prove libere. Le simulazioni non si sono concentrate su delle mescole in particolare, ma, al contrario, i team hanno fatto dei long-run provando tutti e tre i tipi di gomma disponibili.

Le gomme non mostravano particolare degrado, a differenza dell'anno scorso. Dopo alcuni giri, però, su alcune vetture, si è incominciato a vedere del graining sia sull'anteriore che sul posteriore. Il fenomeno era dovuto al sottosterzo che si crea a causa dei cambi di pendenza in più curve del tracciato. Perciò, lavorando sul set up, le squadre che lo soffrivano sono riuscite a ridurlo notevolmente.

Su un circuito come quello del Red Bull Ring, con più punti da trazione e curve ad ampio raggio, dove si sviluppa molta energia, la gomma rischiava di scaldarsi molto creando problemi di blistering. Tuttavia, durante il venerdì, con soli 30°C di asfalto, il problema non si è presentato.

Per cui, tutti i team si sono orientati senza dubbi su una gara ad un unico stop. Visto il delta ristretto tra la gomma US e SS, ai team rimaneva da decidere con che gomma partire. Ferrari ha deciso di partire con la più morbida del lotto, la US, per avere il massimo grip disponibile alla partenza. Mercedes ha optato invece per la SS, come la RedBull, al fine di andare più lunghi nel primo stint e sfruttare magari una Safaty Car o una Virtual per effettuare il pit.

Da questo grafico si capisce bene quali siano le strategie più veloci. In questo caso la verde e la blu, ossia la D e la A.

Questi grafici potete trovarli sui nostri social (Twitter, Instagram e FaceBook) durante i week-end di gara.



LA STRATEGIA DI GARA


LA PARTENZA DELLA GARA
Alla partenza Raikkonen ha avuto un buono spunto e si è inserito tra le due W09. In curva otto, però, è stato superato da Verstappen che ha guadagnato la terza posizione. Vettel, partito sesto per la penalità ricevuta in Q2, ha perso due posizioni dopo il primo giro.

LE CONDIZIONI DEL TRACCIATO
Molto diverse le condizioni della pista durante la domenica. La temperatura dell'asfalto si è alzata notevolmente passando da 30°C a 48°C. Inoltre, domenica si è anche alzato il vento.

IL PRIMO STINT
Hamilton ha cominciato a fare il ritmo, ma non è riuscito a creare un gap molto facilmente. Durante il primo stint, Hamilton con le SS dava 4 decimi a Verstappen, in terza posizione. Rispetto a Raikkonen, invece, l'inglese girava 6 decimi al giro più veloce. Al giro 13, Hamilton era riuscito a costruire un gap di non più di 5s.

Per quanto riguarda Vettel, il tedesco ha incominciato la sua rimonta per togliersi dal traffico di vetture più lente arrivando a ridosso di Ricciardo.


Per l'analisi del primo stint prendiamo in considerazione il grafico dei passi gara con la correzione dell'effetto peso. Hamilton sulla SS ha comunqnue tenuto un ritmo molto buono, come sottolineato in precedenza. 

Proponiamo inoltre il grafico dell'evoluzione del degrado nel primo sint. Le linee di tendenza di Vettel, Hamilton e Raikkonen convergono verso il basso evidenziando un miglioramento della performance. Questo perchè si sono fermati molto presto, quando la gomma riusciva ancora a migliorare i suoi tempi.


IL SECONDO STINT
Al giro 14 c'è stata la svolta della gara: Bottas si deve ritirare per problemi alla pressione idraulica del cambio. In quel momento e' uscita la Virtual Safety Car che ha neutralizzato le posizioni. Sia Ferrari che RedBull hanno pittato sotto regime VSC e hanno perso solamente 11/12 s per la sosta. Mercedes non è rientrata ai box e ha mantenuto la leadership. Alla ripartenza, Hamilton si è ritrovato con un vantaggio sulla RedBull di 13s, ma senza aver effettuato il pit. I muretti Ferrari e RedBull hanno quindi informato i piloti della scelta Mercedes e hanno chiesto loro di mantenersi nella finestra di pit stop dell'inglese.

La domanda è perchè Mercedes non si è fermata. Ciò che possiamo dire a riguardo è che il Team ha esitato a pittare poichè non volevano essere gli unici a fare la sosta. Chi ha il dominio del gran premio deve sempre avere più prudenza nella sue scelte, mentre chi insegue, non avendo nulla da perdere, può effettuare più velocemente scelte senza pensare troppo se esse siano avventate o meno.

A quel punto Mercedes poteva fermarsi subito e cercare di riparare i danni oppure allungare lo stint il più possibile e poi montare la gomma più morbida per affrontare  l'ultimo stint, che sarebbe dovuto essere molto aggressivo.
La squadra ha deciso di richiamare Hamilton alcuni giri dopo, al 25°passaggio, così da uscire davanti a Vettel e limitare i danni. Gli strateghi hanno reputato la scelta di andare più lunghi con la SS imprudente e inutile. Con la gomma SS non sarebbero mai riusciti ad allungare così tanto da poter montare la US e avrebbero dovuto montare comuqnue la Soft. Stando fuori avrebbero perso parte del gap costruito su Verstappen e alla fine non avrebbero neanche avuto il vantaggio della gomma Ultra, per cui non avrebbe avuto senso.
Avrebbe avuto senso solo nel caso in cui pochi giri più tardi fosse uscita una SC o una VSC per cui Hamilton avrebbe potuto fare un free-stop, dopodichè avrebbe perso troppo sulle due Ferrari e le due RedBull che sopraggiungevano.

Intanto Ricciardo è riuscito a superare Kimi in curva 4. Hamilton, uscito dal pit, non è riuscito subito a trovare ritmo con la gomma gialla ed è stato superato da Vettel.

Pochi giri dopo sia sulle posteriori che sulle anteriori di Ricciardo è comparso del blistering molto marcato. Come detto, con le alte temperature, su questo tracciato, non era inaspettato. Raikkonen si è ripreso la posizione su Ricciardo che al giro 39 è rientrato al box per montare la SS.

Stessi problemi di blistering anche per Hamilton, che è comunqnue riuscito a far segnare ottimi tempi. Il graining sulla Soft era difficile che si pulisse velocemente, visto che è una gomma che degrada su un arco di tempo più ampio. Hamilton avvertiva anche molte vibrazioni e, per questioni di sicurezza, il team ha deciso di fermarlo al giro 52 per montare la SS.

La gomme Ferrari, dagli on-board, sembravano piuttosto pulite anche se non possiamo escludere che anche per loro ci fossero dei surriscaldamenti interni che però non hanno portato al blistering.

Infine, Ricciardo, al giro 52, si ritira e poco dopo anche Hamilton per problemi con la pressione della benzina. Da li in poi le due Ferrari sono andate a caccia di Verstappen, in prima posizione, il quale ha saputo gestire bene il suo vantaggio pur accusando anche lui un po' di graining. (non tanto quanto Ricciardo)

Anche per il secondo stint analizziamo in grafico relativo ai passi gara con la correzione del fuel weight effect. Si nota subito un Hamilton che, come detto, nella prima parte dello stint non è riuscito a trovare il ritmo con la gomma Soft. 


Il grafico dell'evoluzione del degrado ci offre un'interessante riflessione per quanto riguarda il fenomeno del blistering che molte vetture hanno accusato nel secondo stint.
A quanto pare, seppur la gomma soffra di blistering, questo non peggiora la performance della gomma. Come si può ben vedere, infatti, la linee di tendenza sono quasi orizzontali. 


Infine proponiamo una tabella riassuntiva dei passi gara durante i vari stint.



Per l'analisi complessiva della gara, incominciamo analizzando il grafico del passo gara tradizionale senza la correzione dell'effetto peso.




Inoltre proponiamo anche un grafico che evidenzia le strategie utilizzate dai piloti 


Continuando l'analisi dei passi gara, proponiamo il grafico dei passi gara con il calcolo dell'effetto peso, ossia la perdita di peso della vettura a causa del consumo di carburante.


Il grafico dell'evoluzione del degrado non lineare durante l'arco della gara.

I TEAM MINORI
Eccezionale la gara di Grosjean che conclude quarto, subito davanti al compagno di squadra Ericsson. Buona anche la gara di Ocon che con la sua Force India si è piazzato sesto. Notevole la gara delle due Alfa Romeo Sauber che per la rpima volta dal 2015 hanno portato entrambe le vetture a punti. 

Il grafico del passo gara con la correzione dell'effetto peso ci fa notare che tutti questi piloti hanno usufruito della VSC del 14° giro provocata dallo stop di Bottas. Grosjean, Alonso e Ocon hanno pittato sotto regime di VSC e poi hanno gestito la gomma per arrivare fino in fondo alla gara. Nel primo stint Leclerc ha fatto un errore in curva sette, ma poi ha fatto un buonissimo lavoro nel secondo stint nel gestire la mescola Soft. Il suo compagno di squadra non ha usufruito della VSC, ma ha allungato lo stint e poi è finito dietro al pilota del Principato.


Il grafico dell evoluzione del degrado relativo ai team minori.









martedì 26 giugno 2018

L'analisi prestazionale del Gp di Francia 2018


                                    LA CARICA DEI TEDESCHI


Di Gianluca Medeot
Le Castellet, 24 Giugno 2018. Un weekend dominato dalla Mercedes di Hamilton, che grazie agli errori tecnici e "sportivi" della Ferrari, fa un balzo avanti nella classifica mondiale.
Andiamo ad analizzare il quadro tecnico di un weekend molto particolare e complesso.


In primis risulta fondamentale delineare le caratteristiche del Paul Ricard.
E' un circuito completo e vario, grazie all'alternarsi di curve lente da trazione, curve veloci da bilancio aerodinamico e lunghi rettilinei. 
Il primo settore è molto corto e tecnico, sono richiesti carico aerodinamico e ottimi sforzi di trazione per la sezione di curva 4/5.
Nel secondo settore conta quasi soltanto l'efficienza in rettilineo, (intesa come connubio tra potenza della PU e Cx), con l'eccezione della forte staccata di curva 8 in cui c'è bisogno di carico per mantenere la vettura composta.
Il terzo settore ha una prima sezione più veloce, in cui serve un ottimo bilancio aerodinamico (inteso come il rapporto tra il carico totale e il carico all'anteriore) in modo da non avere sottosterzo, e una seconda sezione più lenta e tecnica in cui contano di nuovo molto gli sforzi di trazione. 
E' un circuito mediamente severo per i propulsori (66% del tempo su giro a farfalla completamente aperta) e molto severo per l'impianto frenante. 
Importante premettere che le temperature atmosferiche e dell'asfalto che hanno oscillato molto nell'arco del weekend, l'aver saltato le FP3 a causa della pioggia e la problematica di riuscire interpretare una pista nuova hanno causato parecchie difficoltà ai piloti, facendo quasi in modo che emergesse più l'abilità del pilota stesso che le qualità della vettura. 
Mi manterrò dunque più cauto nell'analisi di questi dati influenzati da così tante variabili. 


Una prima conferma delle difficoltà riscontrate dai piloti ad interpretare la pista ci viene data dal grafico con il confronto fra il tempo segnato nel Q3 e il tempo "ideale" dato dalla somma dei migliori settori. Dei nove piloti presi in analisi (Grosjean non è stato considerato a causa dell'uscita di pista) nessuno è riuscito a mettere assieme il suo giro migliore nel Q3. Vettel ci andato molto vicino attestandosi su un delta di 0,029s. 
Da segnalare l'ideal di Hamilton, che senza un errore nel secondo settore (dopo lo analizzeremo nel dettaglio), avrebbe potuto portare il distacco con la Ferrari a ben 6 decimi. 
Raikkonen a causa di diversi errori (nel secondo e nel terzo settore) ha perso l'opportunità di scavalcare il duo Red Bull.
Magnussen invece, aveva nel piede la possibilità di segnare la pole "degli altri":

Il grafico con l'evoluzione del distacco percentuale rispetto alla pole position non ci offre particolari spunti di analisi ma delinea molto bene il quadro piuttosto atipico che ci sta offrendo questo campionato, con una serie di variabili (le gomme in primis) che ha portato ad un continuo stravolgimento delle forze in campo da un Gp all'altro. 
L'unico elemento che effettivamente risalta all'occhio sono gli enormi aumenti di gap di Red Bull e Ferrari rispetto alla Mercedes nei due Gp corsi con i battistrada ribassati.


Analizzando il grafico con il confronto tra la posizione di qualifica e i rilevamenti alla speed trap, notiamo un generale livellamento delle velocità, con i team che hanno cercato l'efficienza in curva piuttosto che quella in rettilineo.
Da segnalare che Ricciardo ha erroneamente (come da lui stesso ammesso) optato per un set-up molto carico.
Molto significativo il livellamento di prestazioni tra Mercedes e Ferrari (non tenendo conto di un Raikkonen leggermente più scarico), a conferma della bontà degli aggiornamenti portati sulle frecce d'argento con la nuova specifica di motore termico, turbo e MGU-H. 
In Canada abbiamo visto una Mercedes più efficace in entrata ed in percorrenza di curva, ma che poi perdeva nei confronti della Ferrari in uscita di curva ed in allungo. 
In Francia la Mercedes si è confermata estremamente efficace in entrata di curva ma a differenza del Canada (e anche di altri appuntamenti) riusciva anche a guadagnare qualcosina sulla Rossa in allungo (forse per prima volta fin'ora).
Questa competitivà della Mercedes in ingresso curva (ma anche in percorrenza) ci conferma che pian piano il team sta riuscendo a venire a capo dei famosi problemi nel mantenere le gomme nella giusta finestra operativa.
Nei Gp più "tragici" per la Mercedes ho infatti sottolineato come l'asse anteriore facesse fatica a rimanere in temperatura, generando così del sottosterzo (che spesso si trasforma in sovrasterzo quando la vettura riprende il grip all'anteriore). 


Troviamo conferma di tutto ciò dalla mappa con il confronto dei microsettori di Vettel e Hamilton (che solo ogni tanto la FOM rende accessibile a noi "mortali").
Non tenendo conto della sezione di curva 6 e 7 dove Hamilton ha fatto l'errore di cui vi ho parlato prima, si nota un dominio della Mercedes in ogni zona di allungo, fatta eccezione per il rettilineo tra curva 9 e 10, dove Vettel è riuscito ad essere più veloce grazie ad una migliore traiettoria in uscita da curva 9.

Avendo a disposizione gli on board ne approfitto per delineare meglio l'errore che ha fatto perdere ad Hamilton ben 0,236s nella sezione tra curva 6 e 7.





In uscita da curva 5 Vettel si trova a circa tre decimi da Hamilton, poi in curva 6 Hamilton allarga un po' troppo la traiettoria, si ritrova con del sottosterzo e con più angolo di volante rispetto a Vettel, che invece fa una traiettoria perfetta e recupera ben 0,150s sull'avversario grazie alla maggior velocità con cui esce da curva 7.
Dagli onboard emerge poi un altro elemento molto interessante. Arrivati sul rettilineo del Mistral i due sono circa appaiati con la Mercedes che guadagna giusto qualche spanna sulla Ferrari (il distacco si mantiene sul decimo e mezzo).



Poi tra la staccata e l'ingresso di curva 8, Hamilton guadagna un decimo e mezzo e Vettel ritorna a 3 decimi di distacco. Un decimo e mezzo in una sola curva! 
Vi ho parlato di una Mercedes più precisa e veloce in inserimento curva, che magari era anche più carica della Rossa (elemento difficile da giudicare dalla sola sezione frontale) permettendo ai piloti di staccare più forte, ma un decimo e mezzo è davvero tanto.

Questo guadagno si può giustificare solo con l'abilità del pilota, che come vi ho detto prima, poteva fare molto la differenza su questo circuito così tecnico. 
In particolare Hamilton ha creato un vero abisso nel primo settore, dove ha relegato il suo compagno di squadra (nonché il primo degli inseguitori) a ben lo 0,82% di distacco.  
Guardando gli onboard si nota che nella sezione di curva 1-2 e 3 ha guadagnato davvero tantissimo, anche con traiettorie praticamente uguali a quelle di Vettel, è stato in grado di portare molta più velocità all'interno delle curve.
Poco da dire sulla performance piuttosto "opaca" della Ferrari.
Tra un Hamilton in forma smagliante, tra l'aver perso una sessione di prove libere fondamentale (sappiamo quanto la Ferrari migliori tra il venerdì e il sabato) e forse un assetto generale della vettura non perfetto (specialmente con le temperature più basse registrate durante le qualifiche), c'era poco da fare per le vetture di Maranello.
Discorso molto simile per la Red Bull che in aggiunta ha sofferto per l'ennesima volta del gap di potenza della PU Renault (che non ci permette quasi mai di approfondire l'analisi di questa incredibile vettura).
Menzione d'onore per uno splendido Leclerc e una Haas super competitiva, specialmente nel terzo settore, quello più tecnico!

Passiamo ora alla più concitata e interessante gara di domenica!







Finestre di utilizzo delle Pirelli 2018

Componenti della PU utilizzati da ogni pilota fino ad adesso.

Evoluzione del campionato costruttori.

                               GRAFICI SULLA GARA (a cura di Niccolò Arnerich)

LE SIMULAZIONI DEL VENERDI'
Nelle simulazioni dei long run durante le prove libere del venerdì, le squadre si sono concentrate sul provare le due mescole LWR più morbide, ossia la US e la SS. Queste due mescole non hanno mostrato particolare degrado e i team si sono orientati sull'unica sosta in gara.

L'unico dubbio era con quale gomma partire. Infatti, dalle simulazioni, la gomma US era di qualche decimo più lenta rispetto alla SS. Mercedes ha deciso di partire con le Super, mentre Ferrari ha optato per le Ultra. Una scelta dettata anche dalla strategia di qualifica. Infatti, con un meteo incerto in Q2, era importante fare subito un buon tempo e per questo la gomma US risultava più "sicura".

La mescola High Working Range Soft è stata da subito scartata poiché considerata troppo dura. Sul tracciato di Le Castellet, però, questa mescola si è dimostrata competitiva visto che la sua alta finestra di funzionamento si sposava bene con le temperature molto elevate (anche 50°C) dell'asfalto e con le varie curve da carico aerodinamico in cui si sviluppa molta energia sugli pneumatici.



Potete trovare i grafici relativi alle simulazioni sui nostri social (Twitter, Instagram e Facebook) durante i week-end di gara.


LA STRATEGIA DI GARA

LE CONDIZIONI DEL TRACCIATO
Le temperature dell'asfalto sono state elevate durante tutto il week-end causa l'asfalto nuovo di un colore molto scuro. Durante la gara, le temperature sono oscillate tra i 40°C e i 43°C, quindi quasi 10°C in meno rispetto alle prove libere del venerdì.

LA PARTENZA
In questa occasione la partenza ha avuto un ruolo determinante nelle sorti del gran premio. Al via i due piloti Mercedes hanno difeso la loro posizione dagli attacchi di Vettel, che era riuscito a prendere la scia dell'inglese. Alla prima curva Vettel ha tamponato Bottas. Il tedesco ha così rovinato la sua gara, nonché quella del finlandese, e ha ricevuto una penalità di 5 secondi.


IL PRIMO STINT

Subito è entrata la Safety Car per i plurimi incidenti del primo giro. Nessuno ha approfittato della vettura di sicurezza per effettuare il pit stop tranne coloro che sono stati coinvolti negli incidenti. Vettel e Bottas sono stati costretti al pit e hanno montato la gomma Soft, sconosciuta ad entrambi, per provare ad arrivare fino al traguardo. I due potevano sperare solo in una SC che ricompattasse il gruppo nel momento in cui sarebbero usciti dal traffico delle vetture più lente e si sarebbero trovati alle spalle dei primi.

Hamilton ha tenuto un ritmo molto veloce, sul 36,5, creando subito un gap di sicurezza su Verstappen che girava con un passo medio del 37,1. Ciò gli ha permesso di gestire la gara con maggior facilità.

Raikkonen si è tenuto vicino alla coppia delle RedBull e ha tenuto un passo del 37,1.

I primi hanno cercato di allungare lo stint il più possibile poiché c'era la possibilità che arrivasse la pioggia. Se la pioggia fosse arrivata dopo il loro pit stop, avrebbero dovuto pittare nuovamente per montare la gomma da bagnato. In questo modo avrebbero potuto perdere la posizione su Vettel che con gomma gialla avrebbe effettuato solamente il pit stop per passare alla gomma da bagnato.

Bottas ha cercato di rimontare, ma è stato ostacolato da vari danni al fondo vettura, riportati durante l'incidente, che non gli hanno permesso di spingere più di tanto.

Il primo grafico proposto è il grafico dei passi gara con la correzione del Fuel Weight Effect. Si nota subito il ritmo inarrivabile di Hamilton e il passo piuttosto simile tra Verstappen e Raikkonen. Vettel ha tenuto un passo più lento visto che si trovava nel traffico, ma a fine stint ha migliorato i suoi tempi.

Il grafico relativo all'evoluzione del degrado durante il primo stint.

Durante il week-end del Gp di Francia la Mercedes è riuscita a sfruttare meglio le mescole Low Working Range US e SS. Ciò non è imputabile direttamente al battistrada ribassato di 0,4 mm portato in Francia dalla Pirelli. La W09 durante le qualifiche ha sfruttato molto bene la gomma LWR poiché le temperature dell'asfalto fossero piuttosto basse, sui 30°C circa, quindi riuscivano a mantenerle nella corretta finestra di utilizzo, seppur questa sia piuttosto bassa (90-110°). Anche durante la gara, con temperature dell'asfalto sui 40°C, queste mescole sono state congeniali alla Mercedes. Il battistrada ridotto ha diminuito la parte deformabile della gomma e con essa è diminuita anche l'energia che si sviluppa in essa. Questo ha agevolato il Team Mercedes che ha trovato un ottimo setup della vettura per questo tracciato. Tuttavia possiamo affermare con sicurezza che le nuove gomme non hanno modificato significativamente la performance delle vetture.



IL SECONDO STINT

Il primo a fermarsi al giro 25 è stato Verstappen che era ormai arrivato alla fine della gomma e lamentava alcune vibrazioni molto fastidiose. L'olandese, vedendo come lavorava bene la gomma Soft sulla Ferrari di Vettel, ha deciso di montare anche lui la gomma gialla.

Poco dopo, al giro 28, si è fermata anche l'altra RedBull, quella di Ricciardo. Anche per l'australiano il Team ha montato la Soft.

Hamilton e Raikkonen sono stati fuori ancora per alcuni giri, soprattutto per timore della pioggia.
Al giro 33, quando il rischio di pioggia era ormai ridotto, il Team inglese ha richiamato Hamilton ai box per montare la gomma Soft.

Raikkonen è stato fuori ancora un giro per approfittare di un eventuale Safety Car al fine di tentare un overcut sulle RedBull. Poi è rientrato e ha montato la SS, a differenza degli altri. Una gomma, la SS, che il Team ha reputato più adatta a quelle condizioni del tracciato e che serviva a poter sferrare l'attacco alla RedBull di Ricciardo negli ultimi giri.

Vettel, intorno al giro 40, ha lamentato un degrado più marcato della Soft ed è stato costretto a pittare. Ha così montato la gomma US per effettuare un ultimo stint più in sicurezza. Stessa scelta anche per Bottas che al giro 40 ha montato la SS.

Negli ultimi giri Raikkonen è riuscito a sorpassare Ricciardo alla staccata della curva 8 guadagnando così il terzo gradino del podio.

Anche per l'analisi del secondo stint proponiamo il grafico dei passi gara con la correzione del Fuel Weight Effect.
Il grafico del degrado non lineare con le relative linee di tendenza.



Proponiamo anche il grafico "tradizionale" dell'evoluzione dei passi gara senza la correzione dell'effetto peso.

Dopodichè proponiamo il grafico con i passi gara con il calcolo della perdita di peso della vettura dovuta al consumo di carburante.

Il grafico dell'evoluzione del degrado non lineare. Un grafico utile a visualizzare al meglio il degrado reale della gomma.
Infine proponiamo un grafico molto interessante e utile a visualizzare le varie strategie seguite dai piloti.

I TEAM MINORI
Per la consueta analisi dei team minor si prende in considerazione la gara di Sainz, Leclerc, Vandoorne e Grosjean.

Spicca il passo di Leclerc nel primo stint. Tutti hanno seguito una strategia piuttosto tradizionale partendo con le US e passando poi alla S.

Infine proponiamo anche il grafico con l'evoluzione del degrado.


Per il momento è tutto, ci vediamo in Austria questo fine settimana!
Ciao e always #keepushing !!