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giovedì 7 aprile 2016

L'analisi prestazionale del Gp del Bahrain

                     POLVERE DI STELLE



Polvere di stelle... 
questo mi ricordano le suggestive scintille che schizzano da sotto le vetture mentre affrontano i rettilinei a 300 km/h, enfatizzate dalla notte che scende su Bahrain, quasi a portare un po' di magia in una F1 che di magia ne ha ormai persa molta...



Il Bahrain era il primo vero banco di prova per le PU 2016 dopo la gara d'apertura svoltasi come solito da qualche anno sull'atipico circuito di Melbourne. E infatti sono emersi pregi e difetti delle unità dei quattro motoristi, sebbene in un quadro tecnico per certi versi di difficile interpretazione. Ma bando alle ciance e passiamo subito all'analisi....



Per iniziare delineiamo le caratteristiche del circuito di Sakhir. 

Come appena detto è un circuito molto severo per le PU a causa dei suoi lunghi rettilinei e delle tante ri accelerazioni dove risulta importantissima una corretta erogazione della potenza, ma è anche un tracciato da alto carico aereodinamico. Inoltre a titolo di informazione, su questa pista ogni 10 kg di carburante in più a bordo si perdono 0,25 secondi, mentre ogni 10cv di potenza in più si guadagnano 0,18 secondi (dati Magneti Marelli).
Il primo settore è più di motore e trazione vista la presenza di due rettilinei e di due serie di curve ad angolo molto stretto in cui scaricare correttamente la potenza a terra è fondamentale.
Sempre di trazione ma con una prevalenza del fattore downforce è come si presenta il secondo settore, quello più guidato dove è fondamentale avere il giusto bilancio aereodinamico. Mentre il terzo, con i suoi lunghi rettilinei è un settore di motore.  








Dunque fatta questa premessa andiamo ora ad analizzare il quadro tecnico emerso da questo Gp, che nella maggior parte dei casi si è trattato di una conferma rispetto a quello Australiano.
In primo luogo diamo un occhiata al grafico in cui viene riportato il distacco percentuale dalla pole nelle prime due gare, assieme (più per curiosità, che per vera importanza come dato) ai distacchi nei medesimi Gp del 2015.
Salta subito all'occhio l'incredibile trend negativo della Williams che ha aumentato sensibilmente i distacchi rispetto alla scorsa stagione con un picco enorme proprio qui in Bahrain.
Positivo comunque il trend in discesa per Red Bull e Ferrari, non dando troppa importanza al confronto con il dato sul 2015, ricordando infatti il grande passo avanti fatto anche da Mercedes e le problematiche legate all'affidabilità (Ferrari) e alla potenza (Red Bull) delle PU rivali.

Diamo ora un'occhiata al grafico in cui viene riportato il tempo segnato nel Q3 contro il tempo ideale, dato dalla somma dei migliori settori. L'unico pilota ad aver ottenuto il massimo in Q3 è stato Rosberg, mentre i suoi avversari seppur in generale con distacchi minimi non ci sono riusciti.
Non proprio minimo però il distacco per Bottas che sarebbe potuto essere ben tre decimi più veloce infastidendo così la Red Bull di Ricciardo.




Il grafico con il confronto fra la posizione in qualifica e il rilevamento alla sped trap, ci fa notare un generale prevalere delle vetture motorizzate Mercedes.
Inoltre ci fa anche notare come anche se sia un circuito di motore, a Sakhir, ci sia anche bisogno di carico, come risulta evidente dal netto taglio presente fra le velocità dei primi 5.





Dunque cosa ci dicono i dati sulle velocità e i sui tempi nei vari settori ?
Beh la Mercedes è sempre al top e nei lunghi rettilinei del Bahrain lo ha fatto ben capire.
Ma dove ha fatto davvero la differenza ?
I dati ci dicono proprio nel terzo settore con la Ferrari che si ferma ad un distacco percentuale dello 0,86 % (in S1 0,56 e in S2 0,47).
Dunque nel settore più veloce, a conferma di una superiorità a livello motoristico ancora ben evidente.
La Ferrari si fa invece più ingombrante nel secondo settore, quello in cui serve il carico per affrontare le veloci curve in successione.
Dato che ci fa notare come la SF16-H sia molto composta dal punto di vista telaistico nei trasferimenti di carico e comunque molto efficace (sia come bilancio, sia come efficienza)dal punto di vista aerodinamico tenuto conto della buona downforce, che però non intacca troppo le velocità massime neanche in quella che comunque attualmente sembra essere una disparità motoristica rispetto alla Mercedes.
Disparità provocata probabilmente proprio dal grande progetto di innovazione che è stato sviluppato sulla PU per poter contrastare la Mercedes, e si sa, quando si da il massimo, l'errore (in questo caso il guasto) è sempre in agguato.
Aprendo una piccola parentesi sull'argomento affidabilità, è giusto citare in causa la Haas.
Infatti l'italo americana non ha problemi proprio perché usa mappature meno aggressive sulla PU, evitando così di esasperare la meccanica e mantenendo un equilibrio generale che mi sembra proprio caratterizzi questa vettura e che fino ad ora ha portato a risultati più che ottimi.
Tornando alla Ferrari, quel "problema" di trazione di cui ho parlato in Australia non si è fatto troppo notare ma comunque credo (e ho info) riguardo al fatto che ci sia ancora da lavorare sull'erogazione della potenza.
Passando ora a Williams c'è ben poco da dire : i tempi sono interessanti solo nel terzo settore, quello di motore (infatti possiamo notare come il grafico delle velocità si sviluppi esattamente in prossimità dei motorizzati Mercedes), grazie al suo buon Cx che comunque non è più ottimo come lo scorso anno, sacrificato per un lavoro su Cz che non sembra però aver dato grandi frutti.
Nei grafici notiamo questi elementi dai tempi poco competitivi nel secondo settore e anche dalle basse velocità in uscita dal curvone sempre del secondo intermedio.
Importante anche fare un accenno a quella che di fatto è la terza forza del mondiale al momento ma che presenta un quadro tecnico davvero strano; ovvero la Red Bull.
I dati ci segnalano una RB12 lenta nel misto e in rettilineo. Questo nonostante il grande telaio che da sempre contraddistingue le vetture che portano la firma di Newey.
Forse troppo carico, un assetto generale molto improntato sugli sforzi di trazione e una PU Renault in seria difficoltà si sono rivelati fattori problematici sui due circuiti fin ora affrontati. Aspettiamo dunque qualche movimento da parte di Renault per ridonare competitività alla RB12.
Concludo con l'outsider delle qualifiche, ovvero la Force India che presenta dati un po' anomali con velocità alla speed trap molto alta ma molto basse invece nei vari settori.
Di certo possiamo solo notare una scarsa competitività soprattutto nel misto a conferma di un telaio non esaltante e mi riservo di darvi qualche info in più al riguardo nei prossimi Gp, essendo i dati qui emersi abbastanza discordanti.
Per il momento è tutto ci vediamo sul lungo rettilineo di Shangai!!









GRAFICI SULLA GARA













mercoledì 23 marzo 2016

L'analisi prestazionale del GP d'Australia



     IMPRESE D'OLTREOCEANO


 

Il primo weekend di gara del campionato di Formula Uno 2016 ha fatto molto discutere per tanti diversi fattori; l'introduzione del nuovo sistema di qualifiche shootout, la strategia di gara della Ferrari e il terribile incidente occorso ad Alonso.

Bisogna però dire che abbiamo assistito ad una gara molto interessante da cui è emerso un quadro tecnico non banale e che non si addice ad un'analisi superficiale per essere compreso a fondo.


Andiamo dunque a scoprire questo quadro tecnico, premettendo però che si tratta del primo appuntamento del mondiale, tra l'altro su una pista un po' atipica quindi va tutto preso un po' con le pinzette.


Inoltre, i distacchi in qualifica sono un po' più accentuati a causa del giro extra delle Mercedes, ma di questo ne terremo conto.

 
Quello dell'Albert Park è un circuito molto particolare a causa della sua conformazione che non predilige nessuna caratteristica della vettura in particolare. Si tratta di un circuito da medio/alto carico aereodinamico e di difficoltà media anche per i propulsori, con il 69% del tempo passato a farfalla pienamente aperte. Il primo settore è più di trazione mentre il secondo e il terzo sono più di motore e carico aerodinamico.


Si ha una perdita di 0,21 secondi per ogni 10kg di carburante in più e un guadagno di 0,18 secondi per ogni 10 cv in più ( dati Magneti Marelli).


Passiamo ora all'analisi.

Per prima cosa è importante segnalare che con le vetture 2016 si sono già raggiunti altissimi livelli con guadagni di performance rispetto allo scorso anno pari a 2,5 secondi.


Ma più che fissarci sui confronti con lo scorso anno è importante vedere cosa hanno da dirci i dati più recenti.


 


Guardando il grafico in cui viene messo a confronto il tempo reale in Q3 con il giro "ideale" (dato dalla somma dei migliori intertempi), notiamo intanto che quasi tutti i piloti entrati in Q3 sono riusciti ad ottenere la performance migliore proprio quando più serviva, con differenze minime per Rosberg, Ricciardo e Verstappen, mentre invece Sainz avrebbe potuto sopravanzare il compagno di squadra.



 

Sempre per inquadrare meglio la situazione diamo un'occhiata al grafico con il confronto fra posizione e velocità massima in qualifica.

Risulta chiaro che il fattore velocità non è così fondamentale a Melbourne, ma altrettanto cristallina risulta la superiorità dei motorizzati Mercedes, ora però non più legata alla Williams per motivi che vedremo in seguito.

Per il momento teniamo solo a mente che in rettilineo sono ancora loro a farla da padroni.

 

 
Dunque cosa ci dicono i grafici sulle velocità e sui tempi nei vari settori? 

Beh, la Mercedes è ancora davanti a tutti in ogni settore e globalmente sempre la migliore, con potenza ed efficienza aereodinamica al top, ma c'è un particolare che emerge dai settori più di trazione (S1 e S2), dalle strategie sugli pneumatici e anche dagli onboard: ovvero la fantastica erogazione di potenza della PU tedesca.
Questo permette loro chiaramente di essere estremamente competitivi nei settori più lenti e di poter puntare su mescole più dure. Non a caso durante i test pre stagionali il lavoro della Mercedes si è focalizzato solo sulla mescola
media che, a quanto pare, è quella che meglio si adatta alla loro vettura.
Questo vantaggio appare poi evidente proprio in gara (come vedremo dopo) quando la Ferrari su gomma soft girava come la Mercedes su gomma media. E si fa sentire anche sulle PU clienti (che comunque non sono mai uguali a quella di base), come possiamo
notare dai rilievi velocistici del secondo e del terzo settore. 

Da questo discorso si può introdurre la Ferrari e il suo quadro tecnico emerso durante il weekend.

Dai dati analizzati è emersa una Ferrari davvero in forma.  Le aree di miglioramento riguardano l'aspetto telaistico e aereodinamico. Si nota un notevole progresso dal punto di vista del Cz, con finalmente una monoposto che genera grande carico dal corpo vettura e non tramite i profili aereodinamici (si noti il grande lavoro di rastremazione e di cura del posteriore) con relativi guadagni dal punto di vista dell'efficienza aereodinamica, che ormai ha raggiunto livelli molto alti. Anche la nuova sospensione push rod si è fatta sentire, con un miglior comportamento della vettura sui cordoli, che abbinato ad una sospensione posteriore molto raffinata, ha reso la SF16-H molto competitiva dal punto telaistico. Allora quale potrebbe essere l'attuale pecca della Rossa? Proprio una delle migliori caratteristiche della Mercedes, ovvero la trazione.
Fattore che non si nota tanto dalle qualifiche in cui il divario nelle zone di trazione è contenuto, ma non esaltante neanche con le gomme supersoft, quanto più in gara. Problema legato
forse ad una peggior erogazione della potenza o proprio ad un gap di potenza (come mi riportano fonti molto attendibili) rispetto alla anglo tedesca. Siamo ovviamente al primo round della stagione e per essere veramente sicuri di tutto ciò dovremmo forse aspettare qualche altro Gp. Ciò nonostante il lavoro svolto durante i test, e quanto successo in questo Gp, ci fa capire che c'è molto di vero in tutto questo. La Ferrari soffre un po’in uscita di curva: e come appena detto si tratta forse di un lavoro sulle mappature della PU e soprattutto sulla gestione della coppia dei motori elettrici o forse proprio di una carenza di potenza.


In questo caso la Ferrari dovrebbe viaggiare con ali più scariche perdendo così un po' di downforce in curva (dunque trazione), per
ovviare al deficit di potenza (in questa F1 è ormai importantissima la velocità, e senza un vero effetto suolo i kg di carico si pagano pesantemente in termini velocistici), ma è ancora azzardato dirlo con esattezza.




Comunque in entrambe le ipotesi i tecnici Ferrari si trovano a dover puntare su mescole più morbide per porre rimedio a questo problema. Quindi in Ferrari non sono sempre dei geni/scemi, ma conoscendo ancora più a fondo di

noi il problema (ovviamente), hanno optato per uno stint su supersoft e uno su soft in seguito alla ripartenza del Gp, non avendo dati a sufficienza sul comportamento della media sulla vettura, hanno dunque optato per scelta più sicura.
Infatti, come potrete notare dal grafico in fondo alla pagina, la Ferrari su gomma soft era veloce
quanto la Mercedes su gomma media, (tralasciando lo stint su supersoft che probabilmente è stato rovinato da un calo della temperatura dell'asfalto).  
In generale possiamo concludere che nonostante questa pecca la Ferrari si trova ad un buon punto con un distacco reale di circa 4,5 decimi (prendiamo come riferimento il giro del più "normale" Rosberg) dalla Mercedes ed è pronta ad approfittare di ogni sbaglio della rivale per conquistare la vittoria.
Occhio però all’affidabilità….
E' importante fare un accenno anche alla Toro Rosso, che quest'anno ha schierato una vettura estremamente competitiva (da top five) che pecca però di una PU chiaramente non adatta ad occupare le prime posizioni della classifica. Seguono poi i più seri problemi interni al team causati dalla rivalità dei due giovani torelli, con lo sfrenato Verstappen che cerca di prevalere con la forza sul più posato Sainz.
La STR11 però denota un grande telaio, tanta trazione e carico aereodinamico (l'attenzione al dettaglio sulla vettura è davvero maniacale) e si presenta come una seria sfidante per i top team e per la sorella Red Bull, che per il momento ha confermato le caratteristiche dello scorso anno nonostante credo che abbiamo ancora bisogno di lavorare sulla vettura.
Entrambe queste scuderie saranno pronte ad agguantare delle grandi chance in gran premi in cui il motore non serve (come ad esempio Monaco).
Terminiamo dunque con il flop del weekend ovvero la Williams, la scuderia che fra i top ha probabilmente fatto il passo in avanti più corto.
Già dalla presentazione la nuova vettura sembrava una semplice evoluzione di quella dell'anno passato: e così è stato. Gli interventi sono stati legati a semplici modifiche di micro aereodinamica per cercare un po' più di carico e trazione, andando però ad aumentare un po' quel Cx fenomenale che tanto aveva contraddistinto le sue precorritrici. 
Forse però l'errore più grande è legato alla sospensione anteriore che ha di base mantenuto il set up dell'anno precedente, con un'antidive troppo accentuato che causa problemi in curva, ma soprattutto un eccessivo degrado della gomma, con ovvie critiche conseguenze per la gara.

GRAFICI SULLA GARA


 
Da notare nel grafico la parte di gara dopo la ripartenza, con la Ferrari che arranca nonostante le mescole più morbide e fresche rispetto alle Mercedes (ricordiamoci però della variabile temperature).

Molto male la Williams con un passo gara simile alla nuova arrivata Haas (che ha centrato la miglior strategia di gara), mentre da notare il terzo stint della Red Bull con Ricciardo (che ha battuto di 3,5 secondi il giro più veloce in gara registrato nel 2014!).

E' tutto per questa volta ci vediamo in Bahrain dove i motori verranno finalmente spremuti !!! Ciao!!